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Linguistica

Risemantizzazione

ovvero il contributo che ognuno/a di noi può dare per "rimettere in piedi il mondo a testa in giù"(1)

 

Ma che cos'è questa RISEMANTIZZAZIONE? È un invito a ri-visitare e ri-considerare criticamente il significato dei termini della/e lingua/e, per coglierne prima di tutto l'adesione pedissequa alla cultura dominante patriarcale. che spesso sconfina nella forzatura e viene da noi tranquillamente accettata e usata, con un automatismo incredibile.

Una volta iniziata la presa di coscienza. dovrebbe esserci da parte di ognuno/a di noi la ricerca di un significato più attinente ed "onesto", partendo dalle origini più lontane possibili ma soprattutto ponendo la massima attenzione all'ottica nella quale si opera. È a quel punto che si incomincia a scoprirne delle belle!

Proseguendo nella ricerca compio altre interessanti scoperte. Dapprima, leggendo sul dizionario etimologico Pianeggiani questa definizione di ISTERISMO = stato dí sovraeccitazione dell'utero e di reazione di quest' organo sul sistema nervoso... mi viene da esclamare: "Sembra di leggere un testo medievale!".

Invece le sorprese non sono finite perché - sulla Grande Enciclopedia De Agostini - scopro che la situazione è peggiorata DOPO il Medioevo (proprio come é accaduto alle donne-guaritríci-streghe... ma questo è un altro capitolo lungo e straziante, tutto da riscrivere... ).

Infatti. ìl termine HISTERICUS, isterico = che è irritabile e stravagante a quanto pare, è apparso solo nel 17° secolo, mentre ISTERIA - come termine indicante tale disturbo - é comparso alla fine del 19° secolo!

Cosa può significare questo ?

Che tale "malattia", che comprenderebbe sintomi psichici e somatici di vario genere o precedentemente non esisteva o non aveva questo nome che - con tanta bella misoginia le è stato attribuito daí bravi medici e psicoanalisti alla fine dell ' 800!

"L'origine stessa della psicoanalisi viene fatta risalire all'osservazione di pazienti isterici..." recita ancora la Grande Enciclopedia De Agostini...parlando di angoscia, ansia, paralisi e amnesia...

Ora rifletto:

Se una malattia con tali sintomi esisteva già, perché non le è stato attribuito un nome fin dall'inizio?

E perché proprio questo nome, così profondamente e offensivamente intriso di misoginia? "Malattia nervosa più comune alle donne. accompagnata da vari disturbi" : possibile che nessuno possa aver mai pensato - in questo come in altri casi - che la malattia stessa possa essere un male culturale, indotto, cioè, e poi inevitabilmente perpetuato - per generazioni e generazioni - dalla "nostra" fatale cultura ?

Mi rimbombano nel cervello quelle parole: ansia, angoscia, malattia ,soprattutto delle donne...

Poverette. dopo secoli di patriarcato. cioè di repressione, emarginazione, persecuzione , volevano che restassero pure belle e pimpanti!

Dopo secoli. in cui "il cumulo delle inibizioni. delle preclusioni, autocensure, rinunce forzose, autoprivazioni, obbedienze sgradite, sottomissioni non credute, indignazioni represse... esplose nella frustrazione, e dalla frustrazione, forma passiva dell'aggressività, spurgano...quelle forme femminili tipiche che sono la frigidità. la depressione. e, all'estremo. la psicosi maniaco depressiva (la tipicità di queste forme emerge dai ricoveri psichiatrici)" , si pretendeva che fossero, non solo sopravvissute. ma anche sane.

Continua...

 

 

Risemantizzazione

"Andate al Diavolo"

Niente paura!

Dopo aver letto questa 2° puntata - dedicata appunto alla parola "Diavolo" potremo tranquillamente pronunciare la frase suddetta, perché non sarà più recepita come una orrenda imprecazione.

Iniziamo subito la ricerca su questo povero Diavolo, nome abusatissimo che continua ad evocare istantaneamente il Male, la Perfidia, la Tentazione: non per niente si tratta del "Principe degli Inferi (2)" o "Principe delle Tenebre ".

Mi rivolgo al dizionario etimologico (3)e vi trovo "Diavolo, dal latino diabolus = calunniatore e dal greco diàvallo = caccio attraverso, trafiggo, cioè dia + vallo: getto, metto".

Tutto ciò non mi soddisfa per niente, mi sembra molto superficiale e tendenzioso. Allora mi rivolgo ad una enciclopedia (4) , ma anch'essa ripete la stessa solfa: diabolus = calunniatore, "In accordo con la maggior parte degli etimologisti... "

Continuo nella ricerca, accorgendomi - sorpresa - che il "Diavolo" non è apparso che nel 13° secolo (1200!). Recita l'enciclopedia: "L'idea del diavolo come simbolo del male è tipicamente cristiana. Antecedenti prossimi: Satana e Belzebù nel Giudaismo.

Nel processo di evangelizzazione si incontra con altti spiriti del male di altre culture e ne acquisisce molti caratteri, usi e credenze. Esempio: il cavallo nero nella leggenda di Teodorico, oppure il diavolo in forma caprina (5) da Pan della mitologia greca (6).

La dottrina sui Demoni fu sistemata da S.Tommaso, e si sviluppò tra il 15° e il 17° secolo, in relazione ai processi per stregoneria (... )

Nell'arte cristiana dei primi secoli il Diavolo viene raffigurato solo simbolicamente come serpente o drago e a volte leone. Il serpente in particolare, già presente nel 9° secolo nella Bibbia di Alcuino, rimane tipico di tutta la tradizione iconografica cristiana fin dall'episodio della tentazione di Eva (es. Duomo di Modena Wiligelmo - e Cappella Sistina - Michelangelo). Nella scena del Giudizio Universale il Diavolo viene rappresentato (come già nel Salterio di Utrecht, secolo 9°) con uma figura mostruosa, che nell'arte romanica acquista spesso alcuni caratteri iconografici dei satiri dell'antichità: orecchie a pumta, corpo peloso, barba e piedi caprini. È solo a partire dal secolo 15° che il Diavolo assume soprattutto nell'arte italiana, aspetto umano (es. il Giudizio Universale di Luca Signorelli nel Duomo di Orvieto), mentre nell'arte nordica mantiene aspetto mostruoso ad es. in Bosch, Durer, Bruégel, ecc...".

Continua....


Note

1) Intendo per risemantizzazione la ricerca etimologica di un significato non necessariamente conformista: è uno stimolo, per ognuna/o di noi a compiere o ad interessarsi a tale ricerca (vedere la parte nel precedente numero della rivista del M.U.C.)

2) Con tanto di virgolette, perché anche questi due termini hanno tanta voglia di essere risemantizzati...Per ora ci basterà ricordare che il concetto di inferno è apparso solo nell' 11° secolo.

3) Sto usando quello di O.Pianeggiani - edizione 1984.

4) La Grande Enciclopedia De Agostini.

5) A quanto pare, questa è la rappresentazione più frequente del "Diavolo", con tanto di corna e zoccoli. Specialmente nella iconografia relativa al periodo della "caccia alle streghe", costata la vita a 9 milioni di esseri umani - per la maggior parte donne - era appunto questa l'immagine dell'essere diabolico che esse avrebbero adorato: volavano addiritttua, trasportate dal caprone-diavolo sulla sua groppa, per recarsi ai sabba e compivano con lui atti innominabili, ma questo merita un discorso proprio, ben più ampio e assai doloroso...

6) Oltre a quella greca, c'è un'altra cultura da cui attingere una signiticativa informazione, quella arbéresch - albanese, presso la quale la capra selvaggia si cltiama Dhía. ll diavolo, a sua volta, si chiama Djall. La divinità femminile è Perendía. Nel 1400, sul copricapo dell'eroe nazionale, Skanderbeg campeggiava un bel paio di corna caprine, anzi, il copricapo stesso è una testa di capra selvaggia.

Esso veniva indossato esclusivamente dal condottiero, che solo in caso di pericolo per la sua vita, lo passava a tm suo vice: era dunque 1'emblema per eccellenza del comando, un segno antichissimo di potere, come per il re la corona. che con le corna ha molto a che fare.

Tutto ciò significa che la capra (Dhía) da cui gli antenati di questa gente dipendevano per la loro sopravvivenza - come altri antichissimi popoli di pastori nomadi - era ritenuta cosi importante da essere quasi divinizzata. Ciò corrisponde, peraltro, alla sacralizzazione - e, di contro col patriarcato, alla negativizzazione e tabuizzazione - presso diverse culture di quegli animali da cui parimenti alla capra quei popoli dipendevano (la Vacca, il Toro, la Cinghialessa-Scrofa, il Maiale, il Cammello - che gli arabi chiamano Devé-la Cerva, l'Orsa, l'Alce, ecc.). Anche qui, rimando a successivi approfondimenti .

 

Brani tratti da articoli pubblicati sulla Rivista " Donne e ragazzi Casalinghi"